«Gli studenti si sentono un po’ in imbarazzo, ma è una cosa normale che ciò accada»

«Gli studenti si sentono un po’ in imbarazzo, ma è una cosa normale che ciò accada»

Gaetano Geraci, sorvegliante alla Bibliothèque des langues étrangères et du plurilinguisme (BLE), ci parla del suo lavoro quotidiano. 

Mi chiamo Gaetano Geraci e lavoro come sorvegliante alla biblioteca delle lingue straniere e centro d’autoapprendimento di lingue dell’Università di Friburgo. La nostra biblioteca si trova nella sede distaccata di Criblet (Rue de Criblet 13) e offre spazi per lavorare e studiare ma anche computer da utilizzare per l’apprendimento delle lingue. Abbiamo inoltre a disposizione due stanze che possono essere riservate per poter fare tandem, interviste per lavori scritti o esercizi di pronuncia. La nostra biblioteca è divisa in tre sezioni: la prima sala contiene i metodi di lingua per il tedesco, il francese, l’italiano, l’inglese e altre lingue straniere non insegnate al centro di lingue dell’università; la seconda sezione è la mediateca dove sono presenti manuali di autoapprendimento per più di 80 lingue diverse, vocabolari e enciclopedie da poter utilizzare come supporti di studio e 4 computer con annesse cuffie per poter effettuare gli esercizi di ascolto; la terza sezione presenta dei libri negli ambiti del linguistica e didattica delle lingue. Nella parte centrale della biblioteca sono presenti delle riviste specifiche alle varie lingue per l’insegnamento e la civiltà. Durante le ore di apertura (lunedì al venerdì dalle 09h00 alle 18h00), un sorvegliante è sempre disponibile all’accoglienza e aiuto degli studenti. Nella biblioteca lavorano anche i miei responsabili Anela e Moritz, Sandra e Katia, responsabile del centro d’autoapprendimento, che tre giorni a settimana effettua dei colloqui con gli studenti che vogliono intraprendere un percorso d’autoapprendimento di una lingua.

Il mio lavoro quotidiano
La mia postazione di lavoro si trova al centro della biblioteca. Di fronte a me ho l’entrata e quindi posso sempre controllare se qualcuno entra nella biblioteca. A destra c’è un corridoio che porta alla sala dei libri di linguistica e didattica delle lingue. Sulla mia sinistra c’è una porta che porta all’ufficio della mia responsabile Anela.

La maggior parte del mio lavoro si basa sul trattamento dei libri che saranno poi messi a disposizione dagli studenti. Una volta registrati sul nostro database, i libri vengono etichettati. La cosa particolare è che scriviamo le etichette utilizzando una penna stilografica e uno stencil. Rispetto le altre biblioteche universitarie, siamo ancora la sola che utilizza questo metodo per etichettare i libri. Bisogna stare molto attenti nello scrivere l’etichetta senza muovere lo stencil e non forzare la penna per evitare che esca troppo inchiostro. Una volta scritte le etichette, esse vengono incollate utilizzando una colla speciale sul dorso del libro, facendo attenzione che esse non superino la cerniera. Dopo la parte dell’etichettatura, spesso controlliamo se possiamo mettere a disposizione del materiale supplementare per gli studenti, ad esempio esercizi, file audio, guide dell’insegnante etc. Per fare ciò, scarichiamo tutto il materiale e lo masterizziamo sui dei CD o DVD che vengono poi allegati al libro.

 

Un libro particolare della nostra biblioteca
Nel centro di autoapprendimento delle lingue, si trova una sezione dedicata all’apprendimento dello svizzero tedesco, con oltre dieci libri messi a disposizione per gli studenti. Tutti sanno che lo svizzero tedesco può essere considerato come una lingua a parte, quindi trovo molto utile il fatto che vi sia una sezione dedicata, con libri che spiegano la grammatica e il vocabolario specifico. Addirittura, alcuni libri sono specifici per un solo dialetto (per esempio il Bärndütsch o lo Züridütsch) mentre altri si concentrano in maniera generale sui vari dialetti, mettendo in evidenza le varie differenze che intercorrono fra essi.


Un libro a me speciale
Ogni volta che rimetto al suo posto il libro ‘Réussir le DALF C1/C2’, mi viene in mente quando frequentavo il liceo in Italia e stavo utilizzando proprio questo libro per potermi preparare all’esame di francese DALF C1. Avevo 19 anni e avevo deciso di intraprendere il mio percorso universitario in Svizzera alla fine della maturità. Per me è sempre un’occasione per pensare a come ero allora e a come sono oggi, a quante cose sono cambiate e quante persone sono entrate e uscite dalla mia vita. Cambiare completamente di ambiente è stata dura però ad oggi sono fiero di aver fatto questa scelta.

Un piccolo aneddoto del mio lavoro quotidiano
Nella nostra biblioteca, non è consentito entrare né con gli zaini o borse né con le giacche. Quindi, ogni volta che uno studente vuole restare in biblioteca per studiare, deve chiedere una chiave d’armadietto per poter sistemare i propri effetti personali. Spesso capita che, al momento di lasciare la biblioteca, gli studenti mi restituiscono la chiave senza aver prima preso ciò che hanno lasciato nell’armadietto. Quindi ogni volta devo ricordare loro di andare prima a liberare l’armadietto e poi restituirmi la chiave. È sempre divertente perché lo studente si sente un po’ in imbarazzo, ma è una cosa normale che ciò accada e … sicuramente la prossima volta non accadrà più!

Una biblioteca personale
Noi sorveglianti siamo sempre disponibili all’aiuto degli studenti. Se qualcuno viene per la prima volta nella nostra biblioteca, ci offriamo di fare volentieri un giro dei locali insieme per dare tutte le spiegazioni e mostrare la nostra offerta didattica. Spesso facciamo delle ricerche personalizzate utilizzando il nostro database interno o il sito RERO Fribourg, in modo che lo studente ottenga più materiale possibile per poter imparare una lingua o scrivere un lavoro da consegnare. Se qualcuno ha poi domande o dubbi sul funzionamento dei supporti informatici o del sito RERO Fribourg, lo aiutiamo volentieri cercando di rispondere alle varie domande. È sempre molto soddisfacente vedere gli studenti contenti del servizio che offriamo e per noi è sempre un piacere poterli aiutare.

Una squadra dinamica
Attualmente in biblioteca lavorano sette sorveglianti provenienti da quattro paesi diversi e con vari percorsi di studio in corso. Io, ad esempio, sto facendo una tesi di Master in chimica, ma c’è chi studia filosofia, storia, inglese, insegnamento alle scuole medie etc. Siamo una squadra ben amalgamata e cerchiamo sempre di essere super organizzati nel nostro lavoro per poter offrire il miglior servizio possibile agli studenti.

__________

  • Sito web della Bibliothèque des langues étrangères et du plurilinguisme (BLE)

Author

Angela Hoppmann ist Germanistin, Philosophin und Autorin, seit 2018 zudem Redaktorin und Social Media Expertin im Team Unicom. Sie bezeichnet sich selbst als Textarchitektin und verfasst in ihrer Freizeit Romane und Kurzgeschichten – wenn sie nicht gerade Tango tanzt, ihre sechste Sprache lernt oder mit Hund Nietzsche unterwegs ist.

Laisser un commentaire

Votre adresse de messagerie ne sera pas publiée. Les champs obligatoires sont indiqués avec *